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 GIORNATA DELLA MEMORIA
 
International Holocaust Remembrance Day

We take somber note of the reality that in 1933 Europe contained the world's largest Jewish community. Until that time, Progressive Jews participated actively and productively in European society, adding much to the quality of life in science, art, music, medicine, law, teaching, commerce and many other fields. In the ensuing 12 years, six million Jews were wiped out, and the people of the world -- with many laudable exceptions -- watched in silent assent.

With a deep sense of reverence, the World Union for Progressive Judaism, representing 1.8 million Jews in 1,200 communities and 47 countries around the world, joins the United Nations in marking International Holocaust Remembrance Day on January 27, 2012.

No commemoration can atone for the horrors perpetrated against the Jews of Europe during that period. The Hitler regime brutally ended the lives of two out of every three European Jews. 4/5 of Europe's rabbis and communal leaders perished.

And now, with unflagging determination, the World Union for Progressive Judaism is working to rebuild meaningful Jewish life -- community by community -- in Europe and around the world. For us, each Jewish community that grows from the soil once parched and purged of Jewish life is truly a miracle. For us, each child that grows to find his or her way to a proud Jewish identity is -- in the words of the prophet Zechariah -- "אוד מוצל מאש -- a brand plucked from the fire." (Zechariah 3:2)


Because of our sad and inextricable connection to the Shoah, the World Union for Progressive Judaism applauds the efforts of the United Nations to commemorate the horrors of the Holocaust. We encourage all people everywhere to pause on January 27 to remember the depths of evil to which humanity can descend. We also urge people to ponder on this day examples of the heights of goodness toward which human beings can reach and resolve to emulate them at every opportunity.


Rabbi Stephen Lewis Fuchs - President


Michael Grabiner - Chair


Dr. Philip Bliss -Vice-Chair and Chair of Advocacy Task Force


In occasione della Giornata della Memoria il Coro Devarim di Lev Chadash terrà un concerto ad ingresso libero SABATO 28.01.2012, alle ore 21.00 presso il CENTRO SOCIO CULTURALE COOP (via Stelvio, 9 - Novate Milanese )

Inoltre, a partire dalle 17.00 vi sarà la presentazione di "PANE BIANCO" il libro di ONORINA BRAMBILLA PESCE a cura di Roberto Farina e alle 19.30 verrà allestito dal ristorante | variante Etnica | delle SCIMME un goloso BUFFET EBRAICO (25€ adulti - 20€ Bambini e ragazzi)
(su prenotazione ENTRO il 23 gennaio al CENTRO SOCIO CULTURALE COOP Tel. e fax 0239100871 e-mail: SITO: http://www.cscn.it/dove%20siamo/siamoa.html)

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Incontro con la scrittrice Nava Semel


Nell'ambito delle iniziative per la Giornata europea della memoria, l'Associazione Svizzera Israele Ticino (ASI), in collaborazione con l'Associazione degli Scrittori della Svizzera italiana (ASSI) propone l'incontro con la scrittrice israeliana Nava Semel che mercoledì prossimo, 25 gennaio, al Palazzo dei Congressi di Lugano (Sala C, ore 19.30), presenterà il suo libro E il topo rise (Atmosphere libri, Roma). Il romanzo fa i conti con l'atto di ricordare, raccontando la moderna favola di una bambina nascosta in cantina con un topo all'epoca dell'Olocausto. Una vicenda che si dipana tra gli orrori del conflitto mondiale e la comprensione della natura umana, mentre le ferite della memoria ne scandiscono la narrazione. Il libro, già diventato un'opera lirica in Israele, sta per diventare anche un film. Figlia di superstiti della Shoah, Nava Semel vive a Tel Aviv e in italiano ha già pubblicato diverse opere da Lezioni di volo (Mondadori, 1997) a I segreti del cuore (Sonda, 2007). All'incontro intervengono Alda Bernasconi, presidente dell'ASSI, Gabriella Steindler Moscati, esperta di letteratura israeliana, Rossana Ottolenghi, psicologa figlia di sopravvissuti alla Shoah, Adrian Weiss, presidente dell'ASI.

 

 

 
Shabbat Sidrà BO
shabbat

 MILANO

Sabato 28 gennaio

Ore 10 - Preghiere di Shacharit e Mussaf con il chazan Shabbatai Petraro

Ore 12.30  - Kiddush

 
ROMA
(16:59 - 18:03)
venerdì 27 gennaio
ore: 16.45 accensione delle candele e accoglienza dello Shabbat;
ore: 20.00 Kabbalah Shabbat a casa di Marco e Federico;
ore: 21.00 kiddush e cena.
sabato 28 gennaio
ore: 10.00 preghiera di Shacharit e commento della parashà Bo
ore: 11.30 preghiera di Mussaf;
ore: 12.00 kiddush.
Per informazioni:

 

CONFERENZA

Giovedì 1 marzo, ore 20.30

Conferenza di Luciano Tagliacozzo

OLAM HAFUKH, Il mondo rovesciato del Mahara"L di Praga

Luciano Tagliacozzo nasce a Napoli nel 1950 da antica famiglia ebraica. Studia fisica all'Università di Napoli, partecipa ai movimenti studenteschi, comincia un'attività di traduttore di testi ebraici e di conferenze di argomento ebraico, pubblicando , fra l'altro IL CANTICO DEI CANTICI REALTA' VIRTUALI DELLA POESIA EBRAICA (Napoli 1994), IL CIELO E' STRETTO PER SHIMON BEN ZOMAH (Roma 1996), MISHNAH: TRATTATO EDUYOT ( a cura dell'Assemblea Rabbinica Italiana). Ha insegnato presso la Comunità Ebraica di Napoli (Mishnah) , presso il Seminario S.Luigi (Introduzione alla Mishnah) è laureato in Studi Ebraici presso il CRI di Roma con una tesi su Samuel David Luzzatto e la poesia ebraica.Anima da sempre l'internet ebraica, dalla rubrica "perle del talmud" su menorah.it all'attuale website su Rabbi Nachman di Breslav www.e-brei.net/blog

E' attualmente attivo nello studio e nella traduzione di testi del Mahara"L di Praga.

È Consigliere di Comunità e Presidente dell'Amicizia Ebraico Cristiana di Napoli.

 

Religione e coercizione

Di Haim Fabrizio Cipriani, rabbino capo della comunità ebraica Lev Chadash, Milano-Roma


In questi giorni si discute molto del caso dello spettacolo teatrale di Romeo Castellucci, che ha suscitato le proteste indignate di diversi gruppi cristiani, e che è stato anche condannato dal Vaticano in modo preventivo. Il risultato è che si è creata una sorta di crociata il cui fine è quello di impedire che lo spettacolo sia rappresentato. La protesta è sostenuta da diversi gruppi cristiani, spesso legati all’estrema destra. Giacché lo spettacolo deve andare in scena al Teatro Franco Parenti, la cui fondatrice e direttrice è Andrée Shammah, come era prevedibile essa ha ricevuto insulti e minacce a carattere antisemita. Questo è già di per sé un elemento che deve far riflettere, perché è difficile pensare che le autorità ecclesiastiche non abbiano previsto tale conseguenza.

Quanto avviene in questi giorni è un fatto grave, e personalmente tengo a manifestare il mio sostegno al Teatro Franco Parenti, a Romeo Castellucci e ad Andrée Shammah, come rabbino e come artista attivo in campo musicale. La Chiesa dovrebbe essere prudente prima di manifestare sostegno a movimenti che chiedono la censura di opere artistiche, specie quando questo sostegno è suscettibile di produrre distorsioni di vario tipo. Certo, non siamo nuovi a questo tipo di situazioni. In particolare, la Chiesa negli ultimi decenni tende a esercitare pressioni soprattutto riguardo alle forme di arte che sono più seguite dal pubblico, come il cinema (quanti anni sono passati prima che il geniale « Brian di Nazareth » dei Monthy Python, percepito dalla Chiesa come blasfemo, uscisse in Italia ?) che è, insieme al teatro, la forma artistica più attuale e viva del mondo contemporaneo. Ora, la libertà di espressione, specie in campo artistico, è uno dei rischi della modernità che non dobbiamo perdere, e per i quali bisogna essere in grado di lottare. Parlo di «rischi della modernità » perché ogni tipo di libertà ne comporta, ma l’alternativa non è ormai concepibile, ed è giusto che sia cosi. Se un esponente della destra cattolica citato dai giornali dice che « quando il rosario e le preghiere non bastano più i veri cristiani sanno ancora usare la spada », è necessario ricordare che la spada più efficace, da sempre, è risultata essere quella degli intellettuali e artisti di libero pensiero, che sono in grado di dare alla società molto più materia di riflessione di quanto non ne possano dare istituzioni religiose dogmatiche e limitate. Senza contare poi il fatto che chi usa la spada, e parlo anche dell’arma della demonizzazione e della censura, di solito cela fondamentalmente povertà e disagio spirituale. 

Per non essere letto come anticattolico, la mia onestà intellettuale mi chiede però di confrontarmi anche con altri abusi provenienti dagli ambienti religiosi più fondamentalisti del mondo ebraico. In questo ambito abbiamo assistito nelle ultime settimane a tristi avvenimenti accaduti in Israele, in cui gruppi di ebrei ultraortodossi hanno umiliato una ragazzina che consideravano vestita in modo indecente. Abbiamo anche constatato e denunciato lo scandalo di gruppi ebraici analoghi che, contro la legge dei paesi in cui vivono, impongono su autobus pubblici regole assurde di discriminazione e segregazione ai danni delle donne, e che arrivano a farlo anche in paesi come gli USA.

Voler legare fenomeni apparentemente così diversi fra loro può sembrare forzato, eppure uno sguardo più ampio ci impone di farlo. A nostro avviso, il problema che si pone è uno, ossia quello del ruolo della religione e delle istituzioni religiose nella nostra società, o almeno in ogni società che si reputi moderna, democratica e laica, e voglia rimanerlo. Quando dico « religione » e « istituzione religiosa » amo sottolineare che si tratta di cose distinte, grazie a Dio. Quando si legano i due concetti in modo indissolubile, il risultato è necessariamente quello di una demonizzazione della religione, una demonizzazione che diventa anch’essa dogmatica, e che quindi non produce nessun effetto positivo. Gli abusi basati sulla religione non sono né meglio né peggio di quelli del potere politico. Sono soprusi dettati, dalla semplice volontà di non perdere il potere che alcune autorità religiose ritengono di avere sulla coscienza delle persone.

La realtà è che esistono istituzioni religiose che spesso, nostalgiche di ordini sociali di altri tempi, tentano di imporre il loro punto di vista, che spesso non è quello della stragrande maggioranza delle persone che vi aderiscono. E’ il caso dei cattolici, la maggioranza dei quali spesso si definisce cattolica ma prendendo le distanze dalle posizioni del Vaticano. In ambito ebraico tutto è diverso e maggiormente sfumato, perché l’autorità religiosa è meno centralizzata, e il dibattito più aperto.  Ma esistono comunque anche in questo ambito situazioni in cui un establishment chiuso e dogmatico vuole imporre ad altri scelte e punti di vista. Si va dal negare il certificato di conformità religiosa a prodotti sulle cui confezioni sono disegnati i dinosauri (perché alcuni fondamentalisti ritengono che i dinosauri non siano mai esistiti, d’altronde avete mai trovato la parola « dinosauro » nella Bibbia?) ad altre manifestazioni anche nostrane di censura nei confronti dell’ebraismo modernista.

Ma, parallelamente a queste istituzioni religiose, esiste un mondo diverso, il quale ritiene che rinunciare alla religione solo perché essa è stata usata come mezzo di coercizione e di violenza sia un errore. Vi sono state tirannie che non hanno avuto bisogno della religione per compiere efferatezze, e anche all’interno di sistemi democratici si annidano mostruosità e abusi. Eppure, così come non possiamo rinunciare alla politica a causa dell’esistenza di una politica corrotta, rinunciare alla religione a causa dell’esistenza di abusi al suo interno sarebbe, come dicono i francesi, jeter le bébé avec l’eau du bain, gettare il bimbo con l’acqua del bagnetto. Esistono, probabilmente in ogni cultura religiosa, istituzioni e individui pronti a vivere la religione in un modo aperto, in un modo che contribuisca ad arricchire la società, e non a impoverirla, nel rispetto della necessaria laicità di una società plurale e aperta alle differenze, e nel rispetto più profondo di ogni forma di cultura ed espressione. Secondo il profeta Michea, ciò che Dio chiede all’uomo è « praticare la giustizia, amare la clemenza e camminare umilmente col tuo Dio » (Michea 6 :8). Camminare umilmente significa, fra l’altro, non ergersi a giudici di chi non vive come viviamo noi; guardare a se stessi e alle proprie mancanze prima che a quelle degli altri; lavorare attivamente a quello che si percepisce come il bene comune, ma senza per questo usare le armi dell’arroganza e del disprezzo. E poi ricordare che le nostre facoltà intellettive sono uno dei doni più grandi che Dio ci ha fatto, e che quindi esercitare la critica e il raziocinio, anche in ambito religioso, sono spesso le espressioni della più elevata « religiosità ». Esercitare un pensiero critico, in primo luogo verso se stessi, suggerisce che nessuno possa essere autenticamente certo della volontà divina, giacché la religione è una ricerca, e non una certezza dogmatica, e ciò suggerisce di coltivare le proprie convinzioni in modo, appunto, modesto.

Un altro problema è  poi quello di chi decide cosa è la religione, e come essa debba e possa essere espressa. Romeo Castellucci dice che il suo spettacolo è religioso, e cristiano. Ne ha il diritto ? Riteniamo di sì, non credo che nessuno abbia l’appannaggio di definire cosa è cristiano e cosa no, né di cosa è « una cosa di sinistra » o no. Le autorità religiose possono suggerire dei criteri, ma in una società moderna sta all’individuo scegliere e trovare la propria posizione, con tutto il peso che questo comporta.

Nessuno obbliga le persone a vedere lo spettacolo di Castellucci, nessuno obbliga gli ebrei ultraortodossi a vestirsi in un modo che ritengono indecente. Ma in nessun caso la religione deve diventare un’arma con la quale si tenta di orientare comportamenti e scelte che fanno parte della vita pubblica dei cittadini. Chi ha un reale potere dovrebbe quindi esercitare prudenza prima di istigare, pur mantenendo a parole un atteggiamento composto, certi gruppi fondamentalisti a comportamenti estremisti inaccettabili, come quelli minacciati di impedire l’ingesso del pubblico. A Parigi, in occasione della messa in scena dello spettacolo di Castellucci, la polizia ha dovuto intervenire parecchie volte per domare questi fondamentalisti. Speriamo questo non avvenga a Milano.

Si dice che da ogni eresia nasce una nuova religione. E’ un errore. Giacché eresia e blasfemia  sono le parole di disprezzo con cui tutti i fondamentalisti hanno da sempre definito le scelte di artisti e liberi pensatori, ma anche il comportamento di uomini e soprattutto donne da bloccare o da sopprimere, come avviene per esempio oggi in molti paesi arabi. Se le cosiddette eresie, o blasfemie, sono modi attraverso cui l’essere umano lotta contro l’oppressione e la coercizione dello spirito, che è sempre tale anche quando si trincera dietro l’abito talare, c’è solo da augurarsi che esse rimangano libere dalle costrizioni di qualsiasi sistema religioso. Quando ciò non sarà più, potremo iniziare a inquietarci.


RECENSIONE
Il bollettino dell' European Union of Progressive Judaism riporta una interessante recensione del'ultimo libro del nostro rabbino Haim Cipriani. La trovate qui .


 
IL CORO DEVARIM CERCA NUOVI ELEMENTI
 
Da alcuni anni Lev Chadash  da ospitalità a un coro, che ha avuto vari periodi di attività e si è rifondato nei mesi scorsi con una nuova direzione, un nuovo repertorio e un nuovo nome: "Devarim", cioè parole. Il coro “Devarim“ si propone di fare conoscere la cultura ebraica classica e moderna israeliana; è autogestito ed è diretto dal Maestro Uri Chameides, persona nota sia in Italia che in Israele. Tutti possono aderire: il Maestro valuterà il grado di capacità dei nuovi coristi e li porrà al livello più appropriato.
"Chi ha voglia essere dei nostri e costruire insieme a noi una struttura che consentirà all’ebraismo italiano di farsi conoscere ed apprezzare sul piano musicale, chi ha la capacità di dare del proprio per la nuova iniziativa, chi ritiene che, come diceva Hillel, "se non sono io per gli altri che cosa sono" ? Chi vuole reimparare o migliorare la propria lingua ebraica, riceverà da noi coristi il più sincero baruch habah ve Hibbuq Hazaq”
Il coro si ritrova tutti i martedì sera a Lev Chadash, a partire dal mese di ottobre
I componenti del coro Devarim del Beth haKnesset “Lev Chadash “.
Per informazioni cell.3387342175

 


 E' uscito il nuovo libro del nostro rabbino Haim Cipriani

 

 copertina donne

 

Ascolta la sua voce - La donna nella legge ebraica
Giuntina editore - € 14
Lo trovate in tutte le librerie

Potete leggere qui la recensione di Elena Loewental

NON PERDETE ANCHE IL LIBRO PRECEDENTE

 

 copertina cipriani epos

Cammina davanti a me

Commenti e riflessioni sulla Torà

 

Lo trovate, in diverse librerie (per esempio alla Claudiana a Milano) e lo potete potete ordinare qui


 ISCRIZIONI AL TALMUD TORAH PER LE RAGAZZE E I RAGAZZI

Sono aperte le iscrizioni al Talmud Torà per i ragazzi e ragazze che desiderino celebrare il loro Bar/Bat Mitzvà. Naturalmente i figli di coppie miste e/o di padre ebreo sono i benvenuti. Tutti gli interessati sono pregati di scriverci al più presto ( ). Ricordiamo che nella nostra comunità le ragazze seguono lo stesso percorso dei ragazzi, e leggono la Torà al momento del loro Bat Mitzvà.

 


 CIRCOLO CULTURALE RIMMON
Corsi di Lingua ebraica
- Prof. Roi Giladi

 alefbet

 

Il corso annuale prevede 3 cicli di 10 lezioni ciascuno e le lezioni si svolgono la domenica mattina, con insegnante madrelingua, a partire dalle ore 9.30. CIRCOLO CULTURALE RIMMON
Sinagoga Lev Chadash, Piazza Napoli 35 - 20146 Milano, Italia
Info: www.levchadash,info -


CALENDARIO LEZIONI:

 Domenica - Orario delle lezioni - Prof. Roi Giladi

09.00- 10.00 > principianti (1 ora)
10.10- 11.25 > principianti plus (1 ora e 15 min)
11.35- 12.50 > intermedi (1 ora e 15 min )

Calendario 2° Ciclo di lezioni

gennaio: 15, 22, 29
febbraio: 5, 12, 19, 26
marzo: 4, 11, 18


In caso di blocco del traffico: la lezione si terrà esclusivamente se tutti gli iscritti potranno arrivare con i mezzi in piazza Napoli.


Info e contatti: Paola Avigail Senigaglia 349 5300829
mail:
morè Roì Giladi :


 

IL CIRCOLO CULTURALE RIMMON

 rimmon

 

 Il circolo culturale Rimmon (il nome ebraico della melagrana) è la nostra nuova iniziativa che abbiamo promosso per gestire l'attività culturale, didattica e ricreativa. Al circolo Rimmon faranno capo l'anno prossimo i nostri corsi di ebraico, le conferenze, gli spettacoli organizzati nella nostra sede, il corso di cucina, il coro, le attività editoriali che ci proponiamo di aprire. Per informazione, proposte di collaborazione o contatti scrivete a

 


  LA PRESENTAZIONE DI LEV CHADASH

Abbiamo preparato un breve documento di presentazione della nostra comunità. Leggetelo: si può scaricare qui

 


I NOSTRI CORSI DI TORAH:

Il corso di cultura religiosa ebraica, tenuto da rav Cipriani, per tutti coloro che sono interessati a conoscere meglio la nostra tradizione, le leggi, i costumi, il pensiero, la storia...in linea di massima i sabati alle 15 (notizie dettagliate nei programmi degli shabbat, che si raggiungono col pulsante ATTIVITA',  in alto a sinistra di questa pagina Tutti sono benvenuti!


 

 

LEV CHADASH SOSTIENE TZAD KADIMA

Molti soci e amici ci chiedono come dare un contributo concreto, una Tzeddaka, un atto di Tikkun Olam. Vi suggeriamo di contribuire a Tzad Kadima, l'associazion israeliana che si occupa di bambini e ragazzi cerebrolesi. Pubblichiamo qui di seguito una presentazione del presidente Alessandro Viterbo.

 "Tsad Kadima" è un associazione che si occupa di organizzare e aiutare il percorso formativo dei bambini che soffrono di lesione cerebrale in Israele, a prescindere dalla religione, dal credo o dall'appartenenza etnica.
"Tsad Kadima" vede come scopo principale l'integrazione dei bambini e ragazzi cerebrolesi nella societa' normale e si adopera per rendere la cosa possible nonostante le gravi limitazioni fisiche delle quali soffrono .
Alcuni dei ragazzi cresciuti nei centri di "Tsad Kadima" studiano oggi all'Universita',sono soldati all'esercito,vivono da soli in appartamenti adattati, lavorano a seconda delle proprie possibilita'.
"Tsad Kadima " aprira' a settembre il nuovo centro di Beersheva che proprio in questi giorni viene costruito e che affianchera' quello gia' esistente a Riscion lezion. il nuovo centro dara' una risposta all'esigenze del Sud di Israele e sara' aperto a tutte le popolazioni che abitano la zona.
"Tsad Kadima" comincia quest'anno un nuovo programma indipendente di formazione di nuovi "educatori conduttivi " in collaborazione con la michlala' Levizski .
"Tsad Kadima " consapevole del legame che si è consolidato con l'Italia conta di poter continuare a sviluppare le molte attivita' e i futuri progetti con l'aiuto di amici vecchi e nuovi.
Sono a disposizione per qualsiasi domanda o spiegazione.

Alessandro Viterbo
Alroy 5-B GERUSALEMME
Prefisso Israele 0972 2-5667871 508801450 Fax 026540069
e.mail

sito in tre lingue :ww

 

Notizie ed eventi
LA LETTURA DELLA SETTIMANA
Parashat hashavua: Bo'
28 gennaio 2012 - 4 shevat 5772
Esodo 10,1 - 13,16
Haftarah di rito italiano: Isaia 18,7 - 19,25
Trovate qui (BO') il commento del nostro presidente emerito Bruno Di Porto e qui sotto quello distribuito dall'URJ e tradotto da Roberto Hillel Tonetti
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L'attività della sinagoga nelle prossime settimane
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CULTURA EBRAICA

Un viaggio in Israele organizzato da Informazione Corretta in occasione di Iom Hazicharon e  Iom Haatzmaut (23-30 aprile). Trovate tutte le informazioni qui

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…….Sentieri di Sefarad…………..

VIAGGIO ATTRAVERSO LA SPAGNA EBRAICA
Tour di 8 giorni - aprile 2012

Per informazioni rivolgersi a:

Roberta Ruth Cerruto Launone :
roberta.cerruto@libero .it


LA PROSSIMA CONVENTION EUPJ - Amsterdam 15.18.3.12

Trovate il programma qui (AMSTERDAM). Chi fosse interessato a partecipare ci scriva una mail e gli invieremo tutte le notizie utili.

QUI SOTTO UN ARTICOLO IMPORTANTE DAL JERUSALM POST
Don’t call me Orthodox
By STEWART WEISS

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CONVERSIONI ABRAMITICHE

Un interessante articolo sulle conversioni dello studioso di ebraismo Robert Eisenman

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PER ISRAELE CON TZAHAL: L'ESPERIENZA DI SAR EL
Il nostro carissimo Roberto Robotti ha fatto una preziosa esperienza di lavoro e di amiciziain Sar El, il programma di appoggio all'esercito israeliano. Leggete qui sotto il suo racconto appassionato
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LE MOZIONI APPROVATE DALL'ASSEMBLEA DI LEV CHADASH DEL 16.5.11
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CARNE ANIMALE E SACRIFICI

Pubblichiamo qui sotto un articolo molto interessante di Richard H. Schwartz, presidente degli ebrei vegetariani d'America sul rapporto fra legge ebraica, consumo di carne animale e sacrifici.

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LA NOSTRA DOCUMENTAZIONE
I commenti delle parashot già lette quest'anno, gli interventi più vecchi che ci riguardano, le discussioni all'interno della comunità si trovano nella sezione "articoli e documenti". Per arrivarci, cliccate qui

CENTENARIO DI TEL AVIV
Pubblichiamo qui (centenario di tel aviv) una nota del nostro presidente emerito Bruno di Porto sul centenario di Tel Aviv

STORIA DELL'EBRAISMO MODERNISTA IN ITALIA

Trovate qui (di porto riforma) una versione ampliata e aggiornata della storia del movimento riformato in Italia scritta dal nostro presidente emerito prof. Bruno di Porto

PERCHE' UNA SINAGOGA PROGRESSIVA IN ITALIA? 

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Ecco il nostro statuto (cliccate su ogni pagina per scaricarla:

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